Il “Girotolio”, viaggio… a premi tra gli oli Evo italiani

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Trionfo di Giovanni Mennella all’evento organizzato a Firenze in seno a Fuori di Taste, con lo chef Marco Stabile che ha preparato un menù abbinando piatti e oli EVO da Toscana, Campania, Puglia e Liguria
Non è soltanto una cena in cui i piatti sono realizzati usando oli extravergine di oliva provenienti da diverse regioni: la terza edizione del “Girotolio” – l’evento inserito nel circuito Fuori di Taste, andato in scena venerdì 6 febbraio da Ora d’Aria in via de’ Georgofili a Firenze – è infatti un viaggio… a premi. Già, perché per l’occasione lo chef Marco Stabile è stato chiamato a preparare un menù di quattro portate ispirato a quattro cucine regionali (Toscana, Campania, Puglia, Liguria) e realizzato con altrettanti importanti oli (Tenuta Montigiani, Madonna dell’Olivo, Olio Mimì e Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia). E qua viene il bello, perché nessun piatto è stato preparato con l’olio del territorio corrispondente: i commensali hanno dovuto quindi indovinare quale olio Evo è stato usato in ogni piatto, e tra i cinque che hanno abbinato correttamente i quattro piatti, segnandolo su un’apposita schedina, è stato Giovanni Mennella ad aggiudicarsi una campionatura.
A cimentarsi in questa sorta di disfida tra gli extravergini sono stati il blend di Frantoio, Moraiolo e Leccino “Biologico” dell’azienda Montigiani di Reggello (Firenze), la “Itran’s” (monovarietale, clone di Itrana) dell’azienda Madonna dell’Olivo di Serre (Salerno), la Coratina premium dell’azienda Olio Mimì di Modugno (Bari) e l’Oro Taggiasco del Frantoio di Sant’Agata d’Oneglia di Imperia. Anche grazie alla presenza dei produttori in sala a raccontare le proprie bottiglie – Alberto Montigiani, Antonino Mennella, Donato Conserva e le sorelle Cristiana e Serena Mela – il “Girotolio” ha rappresentato un’occasione imperdibile per gli addetti ai lavori e gli appassionati dell’oro verde e delle sue sfaccettature territoriali, ma anche un modo di avvicinarsi alla cucina… extravergine. Il tutto è stato accompagnato dai tartufi di San Pietro a Pettine e dai vini maremmani di Tenuta Dodici, a incorniciare la mano solida dello chef Marco Stabile.
Per la cronaca, la toscana Pasta e fagioli all’occhio alla santoreggia è stata abbinata al pugliese Olio Mimì, il Risotto pugliese topinambur e cozze è stato mantecato all’olio Evo ligure, il Coniglio alle olive taggiasche con purè di patate sotto cenere ha incontrato l’olio campano e infine il Tortino di melanzane e cioccolato si è accompagnato al gelato all’olio Evo toscano.
